Casa Carducci

 

E’ possibile visitare l’abitazione in cui soggiornò il piccolo Giosuè Carducci con la famiglia e che nella maturità lo vide ospite gradito per quasi due decenni.

Brevi cenni storici di Casa Carducci a Castagneto

Casa CarducciLa indomita fede repubblicana  e carbonara abbinata ad una dialettica difficile da controllarsi, aveva procurato in Versilia grossi guai al dottor Michele Carducci: da studente aveva subìto la condanna ad un anno di relegazione a Volterra, da giovane medico non riusciva in alcun modo a trovare lavoro.

Perciò il 25 ottobre 1838 era emigrato a Bolgheri, nella tenuta “Maremma” di allora, feudo ab antiquo dei Gherardesca.

Ma anche lì, col tempo, l’antica fede era riaffiorata ed esplosa, e purtroppo, con essa, anche i guai.

Bollato dal pievano come “mangiapreti”, “mangiaconti” e “mangiagranduchi”, fu costretto dal lugubre canto di alcune fucilate notturne, rimaste ovviamente misteriose, a lasciare Bolgheri e a riparare provvisoriamente a Castagneto.

Era il 2 giugno 1848: Giosuè aveva trascorso a Bolgheri quasi dieci anni, un arco di tempo importantissimo dall’infanzia all’adolescenza.

A Castagneto i Carducci giunsero provvisoriamente, nella speranza di tornare a Bolgheri, ma la permanenza si protrasse quasi undici mesi. La casa in cui furono ospitati apparteneva a Odoardo Espinassi Moratti, figlio e nipote di precedenti agenti dei Gherardesca: tre stanze della fattoria attigua al palazzo che Clemente Moratti, nonno di Odoardo, aveva acquistato nel 1799 da un Casanova emigrato a Peccioli.

Furono undici mesi di vivissime tensioni e ardenti passioni per il dottore, la cui intransigenza politica, in tempi come il Quarantotto castagnetano, che si configurava da tempo come una rivoluzione nelle rivoluzione, sulle prime fu esaltata e portata alle stelle dai maggiorenti locali. Poi, quando si concretizzò la prospettiva di avere a livello 1500 saccate di terra da ripartire fra tutte le famiglie castagnetane, il rigore ideologico del dottore non solo non servì più, ma fu addirittura di ostacolo: si trovò così nella triste prospettiva di arrangiarsi o andarsene.

Dopo una nuova e sfortunata esperienza a Laiatico, come semplice interino, conclusa con una nuova fuga notturna, il 26 aprile 1849 il dottor Michele si presentò al fattore degli Espinassi Moratti, Francesco Dell’Omodarme, saldò il conto dell’affitto (50 lire per sei mesi) e subito dopo i Carducci partirono per Firenze, verso un futuro privo di prospettive.

Giosuè Carducci, divenuto celebre, tornò ancora a Castagneto e visitò spesso la casa in cui era vissuto adolescente.

Quando il 16 febbraio 1907 il poeta morì, insieme alla immediata delibera comunale di cambiare la denominazione di ”Castagneto Marittimo” in “Castagneto Carducci”, fu timidamente ventilata l’ipotesi di acquisire da parte del Comune una o entrambe le “case Carducci” di Bolgheri e di Castagneto, a somiglianza di quanto già avvenuto, con Carducci ancora vivo, a Bologna, dove però lo sponsor si chiamava Margherita di Savoia.

La casa di Bolgheri non fu neppure presa in considerazione, dato lo scarso credito goduto dal Carducci presso i Gherardesca. L’acquisto di quella di Castagneto fu vivamente auspicato da tutti, ma c’era un ostacolo insormontabile: i dodici anni della proprietaria Antonietta Espinassi Moratti.

La prospettiva si dileguò perciò nel mondo dei sogni: anzi, quando giunse la maggior età della proprietaria, imperversava la grande guerra e per i sogni non c’era più spazio.

Oggi finalmente il sogno si realizza, per mano della figlia dell’Antonietta ancora minorenne, Maria Bianca Cancellieri, la quale, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, ha provveduto a ripristinare l’appartamento.

Nel mese di giugno 1992, quasi un secolo e mezzo dopo la prima permanenza, Carducci è tornato di nuovo cittadino di quel comune della “sua” Maremma che tanto aveva inciso nella sua formazione e sulla sua opera poetica.

Il Carducci nacque a Val di Castello, frazione di Pietrasanta in Versilia, il 27 luglio 1835 e morì a Bologna il 16 febbraio 1907.


Ingresso € 2,00


Orari di apertura

Orario Invernale (generalmente dal 16/9 al 14/06): Sabato e Domenica 15:00-18:00.

Orario Estivo (generalmente dal 15/06 al 15/09): tutti i giorni escluso il Lunedì 10:00-13:00  e  16:30-19:30.

L’Associazione si riserva di modificare l’orario di apertura in base alle esigenze interne. Si consiglia di telefonare allo 0565/765032 per verificare gli orari.

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